Fusignano - Guida Turistica

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Sarcofago di S.Savino
  Si trova nella chiesa di S.Savino. Una leggenda costruita nel XV secolo lo accredita come sepolcro di San Savino, evangelizzatore delle nostre terre. E' il più antico documento del nostro territorio databile nel decennio 440 - 450 d.C., è in marmo di grandi dimensioni e peso. Decorato sui tre lati, ha la forma di cassa coperta con tetto a embrici e antefisse. Di fronte si ammira il monogramma costantiniano, adorato da due agnelli stanti davanti a palme dattifere. Al fianco destro del sarcofago due pavoni si refrigerano a un vaso di acqua; al fianco sinistro, due colombe su tralci di vite adorano la croce. In ambedue i frontoni, due pavoni in adorazione esprimono salvezza e contemplazione di Dio nell'altra vita. Non è storicamente provato che il sarcofago abbia contenuto il corpo di S.Savino, martirizzato e sepolto a Spoleto. E' certo che Astorgio II Manfredi nel 1443 asportò dal sarcofago dei resti umani creduti del santo, portandoli a Faenza, dove sono raccolti in una sontuosa cappella del Duomo. Nel contesto della scultura antico-ravennate il sarcofago di S.Savino è classificato fra i simbolici.
Chiesa Parrocchiale "San Giovanni Battista in Liba"
  La chiesa si trova nella centrale Piazza Armandi. Alla fine dell'ottocento diversi sinistri resero necessaria la ricostruzione della chiesa Arcipretale, il cui primitivo impianto, risalente al tardo medioevo, era stato nei secoli alterato da successivi interventi. La costruzione del 1902 fu completamente distrutta nel 1945 a causa dei bombardamenti, come gran parte del centro storico. Il nuovo edificio fu consacrato nel 1956. L'opera di completo rifacimento della Chiesa, fu affidata all'architetto bolognese Alberto Legnani, il quale fedele propose una grandiosità impostata su una planimetria a croce latina, con abside semicircolare. Il presbiterio fu invece progettato da Antonio Savioli. Le navate perimetrali che ospitano gli altari. All'interno della chiesa sono conservate una tavola cinquecentesca raffigurante il Battesimo di Cristo, attribuita a Dosso e Battista Dossi , e l'immagine della Beata Vergine Maria Patrona Fusiniani dipinta dal frate capuccino Francesco Acquaviva. Il piccolo quadro (che la tradizione vuole sia stato dipinto in ginocchio) fu scelto dall'arciprete di Fusignano don Pietro Tolomei che nel 1570 decise di porre il paese sotto la protezione della Beata vergine maria. Opere di Angelo Biancini sono i due clipei con simboli cristologici accanto ai portali, modellati in cemento ed intagliati in cotto, e i dieci capitelli interni con i simboli degli Evangelisti e con soggetti allusivi alla Passione di Cristo. Lo scultore Raoul Vistoli è autore del Crocifisso e dei quattordici episodi della Via Crucis. Ultimamente per opera dell'arciprete Santandrea don Vittorio sono stati inaugurati due grandi quadri (m.4 x 2,30) per il Grande GIUBILEO del 2000. Anche una singolare croce con Crocifisso in arte povera è stata collocata in una nicchia.
Chiesa del Pio Suffragio - Tempio dei Caduti
  La chiesa del Pio Suffragio - Tempio dei Caduti si trova in Corso Emaldi affacciata sulla centrale Piazza Corelli. La chiesa sorge sul luogo dove sorgeva la residenza della famiglia Corelli, accesa antagonista dei feudatari Calcagnini. La dimora dei Corelli venne demolita dai feudatari nel 1632 a conclusione di un Chiesa del Pio Suffragio - Tempio dei Cadutiorrido fatto di sangue "il Guasto dei Calcagnini". L'area arata e cosparsa di sale rimase nello stato di "spianata" finché il marchese Giulio Corelli, a conclusione della secolare lotta tra le due famiglie rivali, donò il terreno con la specifica intenzione di edificarvi una chiesa, intitolata al Suffragio dei defunti e dedicata a S. Gregorio Magno, protettore delle anime purgatoriali. Innalzata "con carità del popolo", grazie alle oblazioni volontarie dei fusignanesi, l'Arciprete Don Angelo Maria Cricca ne benedisse la prima pietra il 3 dicembre 1753 e celebrò la messa inaugurale la domenica del 25 luglio 1756, Festa di San Giacomo Apostolo. La facciata della chiesa, in intonaco, è coronata da un fastigio accentuato. Quattro lesene reggono i cornicioni, dividendo geometricamente i due ordini sovrapposti in tre spazi ciascuno; nei laterali sono ricavati dei nicchioni, nei centrali la porta ad arco, e sopra una finestra sagomata. Ad alterare il prospetto originale della chiesa del Suffragio concorse nel 1817 l'erezione, della torretta dell'orologio a destra della facciata. I cugini capomastri Santoni che la costruirono vi ricavarono anche una nicchia per ospitare una statua della Madonna Lauretana "Madonna Nera". Pesantemente distrutta dalle ultime vicende belliche e minacciata dall'alluvione che travolse il paese nel 1949 , la torre campanaria con l'orologio venne ricostruita dalle fondamenta nel 1955 per ospitare, nel luogo della dispersa "Madonna Nera", una Madonna in ceramica dell'artista faentino Aleardo Lega e un busto di Arcangelo Corelli opera di Raoul Vistoli, sostitutivo di un medaglione del cesenate Mauro Benini. L'interno è a navata assai larga; i due Altari, l'uno di "San Francesco da Paola", l'altro della "Madonna del Buon Consiglio", ancora oggi ospitano tre tele, attribuite al pittore lughese Benedetto Del Buono, raffiguranti la "Madonna del Buon Consiglio e i Santi", la "Morte di S. Giuseppe" e la "Vergine che appare a Sant'Anna morente". Proveniente dall'Oratorio del S.S Crocifisso è conservata la tela di "S.Elena e Costantino" che danneggiata dagli eventi bellici è stata recentemente restaurata dalla Pro Loco di Fusignano. Il soffitto è a volta, alle pareti si addossano semicolonne, di cui solo due isolate nel muro della facciata, tutte le altre accoppiate, formano gli angoli delle entrate alle cappelle. Attualmente è anche Tempio dei Caduti di tutte le guerre.
Pala del "Battesimo di Cristo"
  Si trova nella chiesa Arcipretale di San Giovanni Battista in Piazza Armandi. Si tratta di una tavola cinquecentesca raffigurante il "Battesimo di Cristo". Di questa opera la più antica testimonianza risale alla visita apostolica di Ascanio Marchesini del 1573, sul cui verbale è descritta la grande icona. La laboriosa attribuzione fatta a proposito da critici d'arte e, a sproposito, da storici locali è passata attraverso il Garofalo e Girolamo da Carpi per approdare, con sufficiente convinzione, alla bottega ferrarese dei Dossi, se non a Battista o allo stesso Dosso.
Chiesa Parrocchiale di Maiano "S.Maria del Pilaro"
  La chiesa si trova in via Maiano nella zona adiacente l'incrocio con la Via S.Lucia. Essa ha ereditato il nome di S.Maria del Pilaro dalla precedente chiesa costruita nel 1712 all'incrocio fra la via Marocche e la via Maiano e distrutta dagli eventi bellici del 1945. Al suo interno si possono ammirare: il quadro ritraente S.Lucia proveniente dall'omonimo Oratorio scomparso, le tele del pittore Bergamini e gli affreschi che lo stesso dipinse nell'abside.
Chiesa Parrocchiale di S.Savino
  La chiesa si trova in via S.Savino, 45/a L'attuale chiesa di S.Savino fu progettata dal ravennate Renzo Strumia e ultimata nel 1950 All'interno della chiesa si trova il Battistero e la statua di S.Savino opera dell'artista Raoul Vistoli e la Via Crucis (1982) ad opera dei ceramisti Bartoli e Cornacchia di Brisighella. A destra dell'ingresso si trova il sarcofago di S.Savino. Il sarcofago, databile nel decennio 440 450 d.C., è in marmo, di grandi dimensioni e peso, decorato sui tre lati, ha la forma di cassa coperta con tetto a embrici e antefisse. Di fronte si ammira il monogramma costantiniano, adorato da due agnelli stanti davanti a palme dattifere. Al fianco destro del sarcofago due pavoni si refrigerano a un vaso di acqua; al fianco sinistro, due colombe su tralci di vite adorano la croce. In ambedue i frontoni, due pavoni in adorazione esprimono salvezza e contemplazione di Dio nell'altra vita. Non è storicamente provato che il sarcofago abbia contenuto il corpo di S.Savino, martirizzato e sepolto a Spoleto. E' certo che Astorgio II Manfredi nel 1443 asportò dal sarcofago dei resti umani creduti del santo, portandoli a Faenza, dove sono raccolti in sontuosa cappella del Duomo. Nel contesto della scultura antico-ravennate il sarcofago di S.Savino è classificato fra i simbolici.
Chiesa Parrocchiale S.Maria alla Rossetta
  La chiesa si trova in via Rossetta II Punta nell'area adiacente all'incrocio con la via Rossetta Traversa. Costruita in sostituzione di un vecchio Oratorio ormai divenuto inadeguato fu inaugurata il 16 novembre 1939, e con il trasferimento di un beneficio parrocchiale trasse il titolo di S. Maria alla Rossetta. Gli eventi bellici dell'ultima guerra ne pregiudicarono gravemente la struttura, l'abside e il campanile andarono completamente distrutti. La ricostruzione ultimata al termine del conflitto ci ha consegnato la Chiesa nelle attuali forme. Con la morte del parroco don Giovanni Basigli (1999) è retta da un Amministratore parrocchiale e da un officiante domenicale, un accolito attende Pala del "Battesimo di Cristo"all'animazione parrocchiale. La parrocchia è ente giuridico riconosciuto dalla nuova riorganizzazione della Chiesa cattolica in Italia avvenuta nel1984. Fa parte del Vicariato Foraneo di Alfonsine. Il territorio si trova sul confine dei due comuni Fusignano - Bagnacavallo per cui la strada principale è la naturale linea divisoria. La popolazione è prettamente agricola e impiegatizia. La vita della frazione della Rossetta risente molto della vicina frazione di Masiera. Alle spalle la Rossetta è divisa dagli altri territori dal fiume Senio, questo fiume è molto presente nella "memoria" degli abitanti per le vicende militari dell'ultimo conflitto (battaglia del Senio 10 aprile 1945) A sud - est la frazione confina essenzialmente con aree agricole, i centri urbani sono più lontani, a nord confina con la cittadina di Alfonsine. Sviluppa Sagra religiosa alla III domenica di settembre e la Festa patronale la III domenica di maggio. L'Oratorio del Santissimo Crocifisso, vicinissimo alla Chiesa Arcipretale, si trova nella centrale via Viola. Costruito col lascito dell'Uditore Carlo Spadazzi (1677) e aperto al culto un decennio più tardi, è il più antico edificio religioso di Fusignano. Sopravvissuto alle vicende dell'ultimo conflitto e degnamente ristrutturato, sviluppa nella facciata un interessante coronamento ad edicola. All'interno un'altare con una tela raffigurante S.Gaetano, il Santo da Thiene genuflesso presso la Vergine risalente al 1771. Oratorio della Santissima Annunziata (Sepulcrum Gentis Piancastelli) L'oratorio si trova in via Cantagallo nelle vicinanze del cimitero comunale e sul limitare di un'area agricola dalle caratteristiche tipiche della Bassa Romagna. Don Gianpaolo Ballirani aveva fatto erigere nel 1690, proprio di fronte all'appezzamento che sarebbe poi stato occupato dal cimitero, una chiesetta " alta e colla volta a soffitta ". Quando la famiglia Piancastelli scelse di destinare l'oratorio a mausoleo privato la chiesetta si trovava già gravemente disagiata e in attesa di prossima riedificazione. Dal 22 febbraio 1938 vi riposano le spoglie del grande bibliofilo fusignanese Carlo Piancastelli. L'oratorio di proprietà privata non è aperto al pubblico, se non a seguito di accordi.
Oratorio dell'Angelo Custode
  L'Oratorio dell'Angelo Custode si trova in via Filippo Severoli, anticamente era congiunto alla villa suburbana della famiglia Severoli. La via congiunge l'incrocio semaforico con l'argine del fiume Senio, è alberata da spledidi platani a candelabro che ornavano la distrutta Villa Severoli. Inaugurato nel 1732 secondo le disposizioni di Giacinto Corelli, che lo volle in luogo di un'altra chiesetta rovinata a seguito di una rotta del fiume Senio, nel 1730. L'Oratorio trae il nome dal trasferimento con venia apostolica del beneficio dell'Angelo Custode. Nel 1823 vi fu tumulato il generale Filippo Severoli. L'oratorio era concepito in un'unica sala di proporzioni barocche, culminante in un'abside ricavata allo sbocco del presbiterio ad emiciclo e arricchita con una tela raffigurante l'Arcangelo Gabriele. La struttura originaria, andata purtroppo completamente distrutta con le vicende dell'ultimo conflitto, era impreziosita da un gruppo statuario con Minerva e Marte sul quale campeggiava il busto del generale defunto. E' stato ricostruito nel dopoguerra con forme architettoniche estremamente semplici. L'oratorio, di proprietà privata, non è aperto al pubblico, se non previo accordi.
Museo Civico "S.Rocco"
  Si trova nella centralissima Via Monti al civico 5/a. Nel riassetto urbanistico che ha interessato in questi ultimi anni Fusignano acquista particolare significato culturale l'operazione che ha riguardato il vecchio ospedale San Rocco di via Monti. L'edificio, Chiesa Parrocchiale S.Maria alla Rossettarisalente al XVI sec., costruito come Hospitale dè Pellegrini e divenuto successivamente Ospedale dei Poveri Infermi, è stato recentemente restaurato per essere destinato a Museo Civico e Centro Culturale. Gli ambienti del Museo Civico San Rocco sono divenuti sede della Collezione "Vincenzo e Amelia Baroni". Si tratta di una raccolta di oltre 200 antiche targhe devozionali in ceramica, con forme e dimensioni diverse, risalenti all'arco cronologico che va dal cinquecento al novecento. Non sono solo italiane ma provengono anche dalla Spagna e dalla Francia, accanto a opere più spiccatamente naives trovano posto esemplari di grande qualità e valore. Il nucleo proveniente dall'Italia centrale conta in particolare ceramiche di Deruta e di Castelli mentre indiscusso interesse artistico rivestono le opere provenienti dalla Toscana e dalla Romagna, di quest'ultima sono testimone le opere della storica Fabbrica Ferniani di Faenza. Il Museo è aperto il sabato e la domenica e tutti i giorni festivi dalle ore 15,30 all ore 18,30. Chiuso: Natale - Capodanno - 15 agosto Visite guidate su prenotazione tel. 0545/955611 All'interno si può ammirare lo scalone e l'atrio a colonne architravate del piano superiore, dove si trovano le statue raffiguranti la "Vergine Orante" e "S.Rocco", opere del cotignolese Paolo Visani; appartenenti alla campagna dei lavori eseguiti nel 1865.
Palazzo Comunale
  Il Palazzo Comunale si trova in Corso Emaldi,115. E' stato eretto sulla costruzione che la famiglia Vecchi donò alla comunità nel 1788 per l'istituzione della pubblica scuola. Nel 1818 vi fu trasferita la sede della Municipalità. L'edificio venne ingrandito ed abbellito su disegno di Cristoforo Giovannardi, anziano della Comunità e pubblico architetto, che aveva disegnato la facciata delle Pescherie e Beccarie di via Castello, ora scomparse.
Villa Monti
  La Villa Monti si trova al centro della frazione di Maiano Monti, all'incrocio tra la via Provinciale Maiano e la via Breda, circondata da un piccolo parco. Costruita nel 1717 a Maiano Monti per volere di Matteo Tamburini, nel 1769 fu venduta a Fedele Monti che venne ad abitarvi con la famiglia quattro anni dopo, quando il figlio Vincenzo Monti poeta e letterato aveva 17 anni. La famiglia di Vincenzo Monti vi abitò fino al 1889. Sulle pareti figurano i paesaggi a tempera dipinti nel 1812 da Giovanni Monti, nipote di Vincenzo, prima di trasferirsi a Roma dove fu sodale in arte di Gianbattista Bassi e di Massimo D'Azeglio.
Casa Motta Bresciani
  Si trova in Piazza Emaldi nelle vicinanze del Museo Covico S.Rocco. Costruita nel XVII secolo dalla famiglia Giovannardi Bresciani, l'edificio si affaccia sulla piazza Emaldi. Sopravvive nella sua parte settentrionale ed interna. Nel XIX secolo venne abbellito da affreschi, in parte conservati, attribuiti al pittore faentino Romolo Liverani.
Palazzo Billone
  Si trova in Corso Emaldi,17. Costruito dalla famiglia Vecchi Billone nella seconda metà del secolo XVIII nella parte orientale del Corso. Si tratta di un imponente edificio con un balcone in pietra d'Istria che esibisce tuttora uno scalone impostato su massicce colonne corinzie e affreschi del secolo successivo, attribuiti al Ruina.
Il Cimitero Comunale
  Il Cimitero Comunale di via Cantagallo venne aperto per le inumazioni nel 1842, ma il progetto architettonico neoclassico, redatto dal faentino Pietro Tomba nel 1840, per l'emiciclo delle tombe gentilizie, venne realizzato soltanto nel 1875. Gli ingegneri Francesco Ballotta ed Ettore Contarini, rispettivamente di Fusignano e di Bagnacavallo, completarono il lato occidentale della primitiva planimetria e costruirono i propilei della facciata.
Casa di Riposo "G.Giovannardi e G.Vecchi"
  L'edificio si trova in Corso Emaldi,4, attualmente ospita l'ospizio per anziani. Nel 1796, per testamento di Don Antonio Buzzi, veniva posta la prima pietra di una istituzione a favore delle ragazze pericolanti, un Orfanotrofio da sempre conosciuto a Fusignano col nome volgare di "Suore Nere" per l'abbigliamento delle monache che vi tenevano anche la scuola femminile. Negli anni ottanta del secolo scorso, la sua destinazione è stata mutata in Casa protetta , ospizio per anziani.
Mulino Calcagnini
  Il Mulino si trova all'incrocio del Canale dei Mulini con la via che da Fusignano conduce direttamente alla frazione Maiano Monti, un percorso antico, così come antiche sono le direttrici che servono il paese: la via Quarantola o del Mercato di Lugo, la via Cocorre e la via Del Porto che correndo a destra del canale lo collegava alle valli. In origine si trovava in posizione isolata, a circa 500 metri a ovest dell'abitato, oggi l'edificio viene a trovarsi sul limitare dell'agglomerato urbano. Da una attenta analisi della storiografia locale il Mulino sembra già esistere dalla prima metà del trecento, alimentato dall'acqua che dal fiume Senio giungeva attraverso un caminello. La conferma ufficiale Oratorio dell'Angelo Custodedell'attività dell'opificio verrà data più tardi il 25 dicembre 1465, nell'atto di infeduazione di Fusignano al Conte Teofilo Calcagnini da parte di Borso d'Este. Alcuni preziosi rilievi del Mulino effettuati nel 1732 ne chiariscono la tecnologia consistente allora in una sola posta di macine collegate per traverso ed una ruota a pale. Nel corso degli anni il corpo di fabbrica ha subito inevitabili adeguamenti sia tecnologici che strutturali, nel 1770 nella lavorazione si utilizzano le ritrecine (motori idraulici) e le poste diventano due, nel 1883 vengono raddoppiate le poste ed installati altri due motori idraulici. Fra le innovazioni tecnologiche nel 1940 è documentata la presenza di una turbina idraulica, delle diverse macine una è ancora oggi al suo posto accoppiata ad un motore elettrico. La struttura realizzata nel 1740, e ancora oggi visibile addossata ai successivi corpi di fabbrica, consiste in un edificio a pianta quadrata su due piani e sottotetto, con copertura a quattro acque. Dall'apertura centrale del portico si accede agli altri locali del Mulino, fra i quali si distingue un vasto ambiente caratterizzato da grossi pilastri in muratura. Il primo piano, delle medesime dimensioni di quello terreno, era occupato dalla abitazione del mugnaio. Il sottotetto tutto adibito a granaio conserva ancora gli originari pilastri, mentre la struttura lignea del tetto è caratterizzata dalle originarie grosse capriate. Le vicende belliche hanno distrutto l'ala di ponente dell'edificio con il porticato risalente all'ottocento. Attualmente il Mulino ospita il laboratorio artigiano di oggetti in ferro battuto del proprietario Sig.Martini.
Fornace Lolli
  La fornace sorge in via Sordina nelle adiacenze delle "cave" zona naturalistica riconosciuta di particolare interesse dalla Regione Emilia Romagna. La fornace costruita all'inizio del secolo (1902-1904), era destinata alla produzione di mattoni e componenti edilizi in cotto col sistema del forno a volta a botte anulare Hoffman. Sul forno a muratura continua si trovava l'area di lavoro degli operai protetta da una tettoia a "capanna".